Era difficile trovare dei
mezzi di sussistenza, per fortuna la Saclà, azienda conserviera del rione
San Rocco, tra gli anni ’58 e ‘65 offriva lavoro a domicilio soprattutto
alle famiglie del Casermone. In estate si mondavano i peperoni: venivano
prima tagliati a metà poi liberati dal torsolo e dalle costine ed infine
capovolti. In autunno si pulivano le cipolle rosse dopo che erano state a
bagno in mastelli di zinco. Lo stipendio era buono e proporzionato alla
quantità di verdura pulita. Quest’ ultima veniva consegnata nel tardo
pomeriggio in cassette di legno e prelevata verso le 10 del giorno
successivo, perciò l’attività si svolgeva soprattutto di notte.
Si lavorava in un cortile
molto grande, i bambini aiutavano le mamme e a volte giocavano. I giochi
principali erano saltare la corda, a nascondino, a fulmine, ad acchiappino…
Un giorno scoprirono un sotterraneo usato, probabilmente, dai militari come
via di fuga, lo esplorarono, guidati dai ragazzi più grandicelli e finirono
in piazza Cattedrale. Quando i genitori vennero a saperlo gliele diedero di
santa ragione e chiusero con una porta di ferro ed un robusto lucchetto
l’ingresso del cunicolo. Una volta alla settimana, i frati di un vicino
convento intrattenevano i bambini con giochi di gruppo e proiezione di
diapositive. La scuola era ubicata nel complesso del Casermone. Le lezioni
iniziavano alle 8 e terminavano alle 16 e si frequentava anche al sabato. La
mensa era gestita dalle suore.Se un alunno non eseguiva i compiti o si
comportava male doveva mettere le mani sul banco e la maestra dava delle
bacchettate sulle dita o inginocchiarsi sui ceci dietro alla lavagna. Un
sacerdote, una volta alla settimana, insegnava religione e catechismo a
scuola.
La signora Anna, in quel
tempo, è stata molto felice e conserva dei ricordi bellissimi. Tutte le
famiglie si aiutavano a vicenda: se un bambino stava male ed i genitori non
avevano la possibilità di pagare il pediatra, si raccoglievano i soldi per
raggiungere la somma necessaria, un buon esempio di solidarietà fra poveri.