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P. Campanella Ercole
Secondo  Ercole
Sig. Ferrero
Rag. Bianco
Sig. Benazzi

 

RICORDI DELLA SIGNORA ANNA BENAZZI SUL LAVORO A DOMICILIO DELLA SACLA’.

 Durante l’alluvione del Polesine, il Po uscì dai suoi argini e allagò la casa della signora Anna ancora bambina ed ora cinquantasettenne. Si trasferì, per l’interessamento del parroco,insieme alla sua famiglia da Comacchio nella canonica di Villafranca. Successivamente furono ospitati nel Casermone di Asti.sIGNORA bENAZZI CON LA CLASSE IV SCUOLA PASCOLI

Era difficile trovare dei mezzi di sussistenza, per fortuna la Saclà, azienda conserviera del rione San Rocco, tra gli anni ’58 e ‘65 offriva lavoro a domicilio soprattutto alle famiglie del Casermone. In estate si mondavano i peperoni: venivano prima tagliati a metà poi liberati dal torsolo e dalle costine ed infine capovolti. In autunno si pulivano le cipolle rosse dopo che erano state a bagno in mastelli di zinco. Lo stipendio era buono e proporzionato alla quantità di verdura pulita. Quest’ ultima veniva consegnata nel tardo pomeriggio in cassette di legno e prelevata verso le 10 del giorno successivo, perciò l’attività si svolgeva soprattutto di notte.

Si lavorava in un cortile molto grande, i bambini aiutavano le mamme e a volte giocavano. I giochi principali erano saltare la corda, a nascondino, a fulmine, ad acchiappino… Un giorno scoprirono un sotterraneo usato, probabilmente, dai militari come via di fuga, lo esplorarono, guidati dai ragazzi più grandicelli e finirono in piazza Cattedrale. Quando i genitori vennero a saperlo gliele diedero di santa ragione e chiusero con una porta di ferro ed un robusto lucchetto l’ingresso del cunicolo. Una volta alla settimana, i frati di un vicino convento intrattenevano i bambini con giochi di gruppo e proiezione di diapositive. La scuola era ubicata nel complesso del Casermone. Le lezioni iniziavano alle 8 e terminavano alle 16 e si frequentava anche al sabato. La mensa era gestita dalle suore.Se un alunno non eseguiva i compiti o si comportava male doveva mettere le mani sul banco e la maestra dava delle bacchettate sulle dita o inginocchiarsi sui ceci dietro alla lavagna. Un sacerdote, una volta alla settimana, insegnava religione e catechismo a scuola.

La signora Anna, in quel tempo, è stata molto felice e conserva dei ricordi bellissimi.  Tutte le famiglie si aiutavano a vicenda: se un bambino stava male ed i genitori non avevano la possibilità di pagare il pediatra, si raccoglievano i soldi per raggiungere la somma necessaria, un buon esempio di solidarietà fra poveri.